Costanza, divari, riflessioni, tumulti e obiettivi…
Costanza…
La costanza non fa parte di me. E mi costa ammetterlo.
Oggi 1 amico mi ha chiesto di passargli l’indirizzo di questo mio polveroso blog.
L’ho fatto. Non avrei voluto, odio l’incompletezza ma lui è uno scassacazzo…
In teoria ho molto materiale scritto sul mio fedele quaderno degli scarabocchi e dei pensieri, ma non ho avuto il tempo di batterlo a pc.
E poi perchè dovrei farlo? E’ importante? Boh…
E comunque certe cose sarebbero in ogni caso troppi personali per pensare anche solo lontanamente di metterle in bella vista su di un blog.
In questo divario temporale ho riflettuto ( si rifletto ogni tanto ) su questioni concernenti l’amore, il sesso, l’amicizia, il lavoro, le aspirazioni, le responsabilità e l’immagine di noi stessi negli altri e verso noi medesimi, ciò che è morale o egoistico, il senso comune e il buon senso particolare.
Un grande minestrone che sembra un vortice man mano che lo mescoli.
Le mie conclusioni sono sempre più vicine al pensiero Alleniano che vuole la fortuna come fattore determinante nella nostra esistenza. Ma non voglio abbandonare l’idea che la fortuna aiuti ancora gli audaci. E comunque, si, alla fine basta che funzioni.
E’ un periodo di scremature e bilanci, il periodo della potatura dei rami secchi e sterili, dei frutti guasti.
Questo intervento non sarà eloquente, ma per me è una sorta blando collante teorico tra un passato molto recente e un presente quasi completamente ridimensionato, fatto di nuove consapevolezze ma anche nuovi turbamenti.
Questo è un presente dove ho trovato nuove persone fidate e di riferimento, nuovi visi simpatici anche se poco influenti e dove ho consolidato alcune inestimabili vecchie colonne portanti. Poi ho trovato una persona speciale, semplice, avvincente e incredibilmente bella d’aspetto e cosa non da poco, virtuosa e seria, anche se sotto alcuni aspetti tanto acerba quanto, perdonate il paradosso, matura.
Sono scosso dai tumulti del cambiamento. Dai tumulti dell’ignoto futuro in cui spero di far luce ponendomi obiettivi chiari.
A poi…
-III-
Quanti anni di vita e sinapsi ci vogliono per capire che…
Il sangue di S. Gennaro è nella nostra testa. Volendo noi saremmo l’acqua del Gange. Noi disponiamo del morbo e dell’urto, della cura e dell’unguento. Siamo la sperlenguia contro il malocchio autoinflitto della nostra ipocondria fisica e mental. Siamo la malattia che ci squassa nel profondo, e siamo la panacea di ogni nostro male psicofisico.
Lo sguardo severo che ci squadra fisso parte dai nostri stessi occhi torvi. Noi ci rifiutiamo e accettiamo, a seconda degli ambiti e delle persone. Se decidessimo che ciò che di norma ci reca danno può farci bene, è facile che in un certo qual modo ci faccia davvero bene.
NOI, L’UNICA VERA, PRIMA PERSONA CHE DOBBIAMO CONQUISTARE PRIMA DI CONQUISTARE TERZI.
NOI, L’UNICA VERA, PRIMA PERSONA CHE DOBBIAMO ERUDIRE PRIMA DI AMMONIRE TERZI.
NOI, L’UNICA VERA, PRIMA PERSONA CHE DOBBIAMO INCOLPARE PRIMA DI INCOLPARE TERZI.
Non ci sono vere e proprie regole in questo gioco, tutto stà nello start, e prima di quello il gioco era cmq giò in atto…
…E’/Era la tua mano ad esser ferma…
-BIII-
Azzardo profetico…
Un giorno ti sveglierai accorgendoti di aver fuso i gioielli più preziosi per costruire una gabbia d’oro in mezzo a un fitto banco di nebbia.
Ti troverai prigioniero/a e disorientato/a.
E quando la foschia si diraderà, vedrai che le sbarre d’oro si saranno orribilmente ossidate…
Per spezzarle saranno sufficienti le mani nude, ma dovrai fare i conti la paura recondita della ruggine…
BIII
L’uomo è cerebroleso o semplicemente perverso!
L’uomo o è cerebroleso o è semplicemente perverso.
Sto cercando da mesi di spiegarmi come mai la gente perda tanto tempo ed energia nella critica distruttiva e nell’attacco delle libertà e dei diritti altrui.
Come mai nel 2009 ci sono orde di persone che si agglomerano e danno vita a società, partiti e istituzioni che vogliono tarpare le ali ad altra povera gente, limitandone la libertà di agire?
Ve l’ho detto prima: l’uomo o è cerebroleso o è semplicemente perverso.
Cerebroleso perchè se sprechi il tuo tempo a (s)batterti per incatenare il tuo prossimo anzichè allargare il tuo dominio d’azione, il tuo arricchimento monetario e spirituale non puoi che essere un coglione. Pensa a te stesso, alla tua famiglia, trova un modo per non annoiarti, vedere il mondo con occhi sempre diversi, viaggia, leggi, impara, osserva, figlia, prega, diventa ricco e muori felice. Ma te lo devo dire io?? ù_ù
Perverso perchè se sprechi tanto tempo a privare la gente di libertà/opportunità basilari quali l’aborto, la fecondazione assistita, le ricerche sulla fruibilità delle cellule staminali e varie altre questioni di rilevanza e interesse globale, allora sei solo un esecrabile sadico a cui piace veder delinearsi la sofferenza sul volto del prossimo ignorando che tu stesso o i tuoi figli potreste aver bisogno proprio di quei diritti e di quelle risorse. Idiota!
Perverso perchè se ti preoccupi, ti lagni e pensi così tanto al problema dell’omosessualità dilagante, scagliandoti contro il fatto che questi esigono diritti e opportunità come la “gente normale” (mon dieu!) nel pieno rispetto del buon senso civico (devo anche precisare, pensa te!), ripeto, se ci pensi così tanto, allora fatti qualche esamino di coscienza perchè magari il deviato vizioso sei proprio tu, proprio tu che indugi così a lungo con la mente (solo con la mente?) su quanto siano moralmente abiette e contro natura certe inclinazioni, mentre invece, dai ammettilo… Vorresti vero? ^_*
Recidivo aggiungerei. Recidivo perchè se ci cadi, se ti ci snervi, se non te ne fai una ragione che si deve vivere e lasciar vivere allora sei gia morto allo start. E non tiriamo in ballo entità metafisiche, religioni, demoni e dei… In questo mondo l’unico culto, purtroppo, è quello del contocorrente. La spiritualità che dovrebbe essere una base è solo 1 oggetto grazioso di cui parlare.
Non c’è bisogno che dica altro. Alla fine questo è tutto e non ci volevo io con sto blog a palesare queste scontate e retoriche realtà dei fatti. Era uno sfogo mattutino, un’invettiva contro l’idiozia e l’ignoranza.
Ah! Non ho più voglia di scrivere, ma ragazzi! Il proibizionismo. Anche li. E’ proprio come darsi la zappa sui piedi… -_-“
Meditare, riflettere, dormire, meditare.
-BIII-
Nussuno mi restituirà il tempo che ho impiegato a farmi deludere…
Sebbene io voglia mantenermi sempre e comunque su un livello di testo e contenuto “degno”, nelle poche occasioni in cui non dispongo di particolari pensieri maturi o edificantri , se non altro mi piacerebbe mantenermi anedotticamente compiaciuto e positivo.
Ma siccome la vita è anche fatta di note grigie, nere talvolta, scriverò di come una triste e disturbante consapevolezza oggi sia pigramente affiorata sulla placida superficie dei miei pensieri.
Ovviamente non scenderò nei particolari, ma si tratta della consapevolezza di aver dato tempo al tempo, di aver impiegato male ore e minuti della mia vita, di aver vanificato e perso irreversibilmente lassi temporali e frangenti in compagnia e in aiuto di persone vane e vacue.
Ho tolto mesi, forse anni di vita alla mia durata biologica. Mi sono applicato e talvolta sacrificato, mi sono fidato delle persone sbagliate.
Si, mi sono fidato di tre tipi di persone:
_quelle da cui non ti puoi aspettare nulla, gli inamovibili inetti tutto chiacchere _quelle che per me non hanno neanche provato a valicare un limite, un ostacolo, ovvero i vacui borghesi perbenisti limitati e limitanti
_quelle che quando ne hanno avuto occasione hanno fatto il loro bene a scapito del bene del sottoscritto, i traditori egoisti
(senza contare le occorrenze bastarde e ibride delle 3 categorie soprascritte)
Nessuno mi restituirà quel tempo, nussuno sarà perdonato, nessun ricordo e delusione sarà rimossa.
E per quanto cercherò di essere sempre aperto, cordiale e senza pregiudizio, non mi si può biasimare se la durezza coriacea da poco sviluppata (o forse sedimentata) in futuro mi impedirà, come gia mi impedisce, di mettermi in contatto con le persone come poteva accadere quando mi affidavo e mi appoggiavo al prossimo accontentandomi della sola simpatia e apparente benevolenza. Come fanno i bambini, in pratica.
E questa non è solo una scorza che ciecamente mi impedisce di stabilire rapporti, ma è una lucida pretesa di rispetto, chiarezza e onestà che dura il tempo di fidarsi di una persona. Un tempo che si è inesorabimente dilatato.
Non ci sono anatemi e macumbe particolari che voglio scagliare contro queste persone, se non il sincero augurio mantenersi sempre miserabili e prigioniere di se stesse, come adesso.
Ed è già 1 augurio assai malvagio.
-BIII-
Always Free
E’ più forte il brivido di sentirci pienamente noi stessi facendo ciò che ci passa per la testa al momento, senza doverne rendere conto a nessuno, neanche a raziocinio e logica, o è più forte quella libertà di amare che si applica senza limiti su chi, limiti ad amarti, e ad essere amato, non te ne pone?
Avete mai sentito l’esigenza di sentirvi come la musica, se solo la musica avesse una percezione di se stessa? Vi siete mai sentiti musicisti o siete stati sempre e solo empatici?
-BIII-
Portando all’attenzione…
Vorrei ricordare che Cinema e Teatro sono gli unici luoghi in cui accetto di buon grado che la gente interpreti ruoli non contigui alla propria reale identità e personalità.
-BIII-
Chi lotta con i mostri deve stare attento a non diventare un mostro a sua volta.
E se affonderai a lungo lo sguardo nell’abisso, l’abisso affonderà il suo sguardo in te
Apatiche Cagioni
Oscillante benevolenza
che entra dagli altri
Incauto l’ermetismo di una vergogna,
che non esprime amore
ma che soffre il fresco esterno
come carne viva
senza pelle,
e incapace
tace e omette,
dove senza mete raggiunte
senza autenticazioni,
soffoca la felicità
asfissia l’etere
e le memorie diventano ossessioni…
E nell’afasia dei sentimenti,
si fa strada un cinico e fraudolento sarcasmo
una maschera che sgorga dal viso,
che torva contempla il mondo
e bieca lo critica sprezzante,
edulcorando
il proprio senso d’inettitudine,
salendo invisibili gradini,
elevando orpelli di saggezza
e humour,
risate a fior di labbra
mentre reprimende interiori
occulte e silenti
ammorbano lo spirito.
E nell’esoterica disfatta
Trabocca in troppo poco tempo
Il buono,
il puro;
l’anima si svuota
e brancola nel fosco
uno spettro errante…
-BIII-
Pover Metal: I motivi per cui odio lo “shred” e il virtuosismo fine a se stesso!
Conoscevo un’idiota impallato con la chitarra elettrica e con lo shred. A lui non piaceva la musica in quanto melodia o vettore di stati d’animo e concetti. Per lui la musica era solo quante più note riuscivi a suonare in un solo secondo, e a me questo modo di vedere la musica ha sempre fatto pensare a una specie di sega concitata.
Ricordo che una vota gli feci ascoltare un brano dei The White Stripes (Catch Hell Blues).
Per chi non li conoscesse i “TWS” sono una band stilisticamente vintage, minimalista che suona garage e rock’n’blues, e non essendo fusion o power metal, questa band non poteva che annoiare l’esecrabile fanatico delle scale velocissime e dei frenetici arpeggi in tapping.
Ovviamente Malmsteen, Satriani e Vai come sacrissimi guitar hero.
Ebbene, l’unico momento in cui mostrò interesse per il pezzo dei The White Stripes sopra citato fu per una frase di chitarra tecnicamente più alacre del normale…
“Ah! Bello questo passaggio!”
Passaggio dopo il quale sprofondò di nuovo nello sbadiglio e dopo ancora in una critica di noia.
Profondamente irritato dall’offesa rivolta agli escorianti e paludosi riff di Jack White capii due cose:
Che la musica non andrebbe proposta, soprattutto se con lo scopo di condividere qualcosa che per te è oro a chi non ne capisce un cazzo (mea culpa) e che, seconda cosa, per certa gente la musica non è che un surrogato della masturbazione, uno schizzo inconsulto, un rapporto sessuale fallimentare senza sentimento ne concetto.
Vi espongo la mia icastica visione:
La musica è l’amante o la partner occasionale a seconda dei casi, ma è comunque oggetto di pulsione, e quando noi suoniamo entrando in comunione con lei, districandola e facendola gemere o gridare, noi stiamo facendo l’amore con lei.
Detto questo, non so voi, ma io quando faccio l’amore voglio che ci sia un equilibrio, un climax e soprattutto, un po’ di atmosfera. Stessa cosa con la musica.
Ovviamente l’irruenza della passione giunge, ma nei dovuti tempi, ed è risaputo che l’orgasmo è un picco con conseguente caduta verticale (a meno che non si pratichi del sesso tantrico = progressive).
Dunque concorderete quando dico che cinquanta note al secondo, è come dire cinquanta colpi pelvici al secondo.
Ed è cosi che quello che poteva essere il fare all’ammore con la migliore delle partner, invece diventa una dolorosa carneficina, un futile bagno di sangue, un ustione d’attrito, e cosa peggiore, vieni solo te in troppo poco tempo, mentre lei muore per percosse ed emorragia interna.
Questa persona alquanto inutile si è fortunatamente dileguata nelle nebbie della vita, ma approcci anti-artistici, e nello specifico, antimusicali come questi non ho mai smesso di notarli, ovunque io vada e rivolga lo sguardo.
Invito caldamente i vaniloquenti e gli ignoranti a iniziare dalle basi: Cristina D’Avena docet.
-BIII-
Gli uomini moderni vivono sotto l’illusione di sapere quello che vogliono, mentre effettivamente vogliono quello che suppongono di volere
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