Disgraceful & Untitled -III-

Pover Metal: I motivi per cui odio lo “shred” e il virtuosismo fine a se stesso!

Conoscevo un’idiota impallato con la chitarra elettrica e con lo shred. A lui non piaceva la musica in quanto melodia o vettore di stati d’animo e concetti. Per lui la musica era solo quante più note riuscivi a suonare in un solo secondo, e a me questo modo di vedere la musica ha sempre fatto pensare a una specie di sega concitata.

Ricordo che una vota gli feci ascoltare un brano dei The White Stripes (Catch Hell Blues).

Per chi non li conoscesse i “TWS” sono una band stilisticamente vintage, minimalista che suona garage e rock’n’blues, e non essendo fusion o power metal, questa band non poteva che annoiare l’esecrabile fanatico delle scale velocissime e dei frenetici arpeggi in tapping.
Ovviamente Malmsteen, Satriani e Vai come sacrissimi guitar hero.

Ebbene, l’unico momento in cui mostrò interesse per il pezzo dei The White Stripes sopra citato fu per una frase di chitarra tecnicamente più alacre del normale…

“Ah! Bello questo passaggio!”

Passaggio dopo il quale sprofondò di nuovo nello sbadiglio e dopo ancora in una critica di noia.
Profondamente irritato dall’offesa rivolta agli escorianti e paludosi riff di Jack White capii due cose:

Che la musica non andrebbe proposta, soprattutto se con lo scopo di condividere qualcosa che per te è oro a chi non ne capisce un cazzo (mea culpa) e che, seconda cosa, per certa gente la musica non è che un surrogato della masturbazione, uno schizzo inconsulto, un rapporto sessuale fallimentare senza sentimento ne concetto.

Vi espongo la mia icastica visione:

La musica è l’amante o la partner occasionale a seconda dei casi, ma è comunque oggetto di pulsione, e quando noi suoniamo entrando in comunione con lei, districandola e facendola gemere o gridare, noi stiamo facendo l’amore con lei.
Detto questo, non so voi, ma io quando faccio l’amore voglio che ci sia un equilibrio, un climax e soprattutto, un po’ di atmosfera. Stessa cosa con la musica.

Ovviamente l’irruenza della passione giunge, ma nei dovuti tempi, ed è risaputo che l’orgasmo è un picco con conseguente caduta verticale (a meno che non si pratichi del sesso tantrico = progressive).
Dunque concorderete quando dico che cinquanta note al secondo, è come dire cinquanta colpi pelvici al secondo.

Ed è cosi che quello che poteva essere il fare all’ammore con la migliore delle partner, invece diventa una dolorosa carneficina, un futile bagno di sangue, un ustione d’attrito, e cosa peggiore, vieni solo te in troppo poco tempo, mentre lei muore per percosse ed emorragia interna.
Questa persona alquanto inutile si è fortunatamente dileguata nelle nebbie della vita, ma approcci anti-artistici, e nello specifico, antimusicali come questi non ho mai smesso di notarli, ovunque io vada e rivolga lo sguardo.
Invito caldamente i vaniloquenti e gli ignoranti a iniziare dalle basi: Cristina D’Avena docet.

-BIII-


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